Il radiografico è il comparto in cui la 3M è stata leader mondiale, con eccellenti risultati scientifici ed economici. Come per gli altri prodotti, dietro la pellicola radio vi è una ricerca di altissimo livello (su un prodotto complesso: un supporto emulsionato su due facce) e uno stretto rapporto con la committenza.
Dalle prime lastre di vetro del 1926 (ancora oggi si dice “fare una lastra”) inizia una lunga storia di perfezionamenti, con pellicole sempre più efficaci, anche rispetto alla rapidità nei tempi di sviluppo. Nel 1949 il prodotto per eccellenza è la Radio N; i settori di riferimento sono quello medico (es. la Simplex dentale) e l’industria (pellicole radiometallografiche per esaminare leghe e saldature). Negli anni ’70 la ricerca Ferrania sviluppa il procedimento Trimax, associato a schermi di rinforzo a fosfori basati su composti delle terre rare, applicato sul nuovo supporto in poliestere realizzato nello stabilimento di Caserta. Il Trimax assicura una drastica riduzione delle dosi di radiazione al paziente. Una innovazione decisiva per la cultura della prevenzione, promossa dalla Scuola europea di oncologia di Umberto Veronesi in collaborazione con 3M, con la diffusione del Codice Europeo contro il cancro (in un decennio la mortalità per il tumore al seno si riduce del 90%).
A metà degli anni ’80 nasce la tecnologia Laser Imager per la registrazione digitale delle immagini diagnostiche, con avanzate sviluppatrici day-light. Un primato mondiale cui si aggiungono nel 1986 la prima stampante laser per TAC e, due anni più tardi, i prodotti Dry Silver, in grado di rilevare l’immagine con un processo a secco, senza trattamento chimico. Nel 1994 è inaugurato il Servizio tecnico europeo di diagnostica per immagini.
Dopo una vertenza legale, nel 1998 il settore dell’imaging medicale, un grande patrimonio di risorse umane e brevetti, viene ceduto a Kodak; per due anni lo stabilimento realizza pellicola radio per lo storico concorrente. La produzione è dismessa nel 2008.
