Nel 1963 – grazie a Guido Bezzola, Toni Muzi Falconi e altri studiosi – a Milano, in corso Matteotti (sede storica dell’azienda), nasce uno dei luoghi cardine per la fotografia italiana: il CIFe – Centro Informazioni Ferrania. Da un lato il centro ha una vocazione archivistica: viene raccolta la notevole mole di immagini legate alla rivista «Ferrania» (1947-67), sono acquisiti e salvati straordinari patrimoni fotografici, fra gli altri di Ghitta Carell, Elio Luxardo, Giovanni Verga. Dall’altro lato si promuovono (il congresso di fotoamatori a Verbania, nel 1969), dibattiti (fra i protagonisti Ando Gilardi), mostre, una fototeca e una biblioteca aperte al pubblico.
Con il trasferimento della sede 3M a Segrate, nel 1972, si chiude l’epopea del CIFe ma non la sua missione. Nel 1983 l’Archivio storico è aperto alla consultazione pubblica: è il risultato di un lavoro triennale, curato da Roberto Spampinato e Cesare Colombo, con microfilmatura e riproduzione su negativo di oltre 30.000 immagini. Tale patrimonio continuerà a crescere, specie dopo la costituzione – nel 2003 – della Fondazione 3M, erede e amministratore di un raro capitale culturale. L’Archivio viene catalogato e digitalizzato su sito (www.fondazione3m.it), mentre l’università milanese si arricchisce della biblioteca fotocinematografica e dell’archivio concernente la Sindone. Nel 2005 Lanfranco Colombo, storico direttore della galleria Il Diaframma e del (Salone Internazionale cine-foto-ottica), dona alla Fondazione 3M il proprio patrimonio fotografico.
Le mostre nate dall’Archivio sono moltissime: fra i vari titoli La famiglia italiana in 100 anni di fotografia; Francesco Negri fotografo a Casale (1841-1924); Carnera; Belle e possibili. La bellezza femminile negli anni Sessanta.
Il rapporto con i linguaggi artistico-culturali ricorre nella storia dell’azienda: al marchio Ferrania si legano fotografi, grafici, registi… Basti pensare che già negli anni ’30 viene chiamato Gio Ponti nome paradigmatico del design e dell’architettura italiana, per progettare la storica sede milanese e disegnare l’arredamento degli uffici romani. Tale approccio sarà rinnovato dalla comunicazione 3M, con una esplicita politica Corporate: associare il marchio – attraverso campagne, sponsorizzazioni, convegni e occasioni pubbliche – a temi di particolare spessore e renderlo riconoscibile mediante una strategia di apprezzamento nel tempo. Il patrimonio artistico italiano, a partire dal 1969, viene archiviato dalle soprintendenze con un sistema di microfilmatura 3M. Nel 1983 Antonio Pinna Berchet, all’epoca coordinatore delle relazioni pubbliche, ottiene la costituzione presso le sussidiarie europee dell’azienda di un fondo (pari allo 0,5% del profitto locale) dedicato ad attività socio culturali.
Fra gli eventi artistici andranno citati l’imponente riproduzione fotografica dei mosaici della Basilica di San Marco (Venezia) e degli affreschi di Giotto nella cappella degli Scrovegni (Padova); la documentazione e il supporto tecnologico realizzato per grandi mostre (es. Rubens, Van Gogh); il sostegno alla Peggy Guggenheim Collection, alla Soprintendenza archeologica di Pompei, alla Fondazione Arnaldo Pomodoro. Significativa la presenza di una pinacoteca aziendale con opere ispirate ai temi del fotosensibile: compaiono fra gli atri Campigli, Carrà, Morandi, Vedova. In campo editoriale, non mancano importanti volumi illustrati, in particolare tre titoli che si affiancano, nella bibliografia, a Ferrania. Dalle antiche ferriere all’industria dell’immagine di Angelo Salmoiraghi (1992); Guido Bezzola concepisce Dalla Ferrania alla 3M (1994); Cesare Colombo cura Scritto con la luce (1987, associato a una mostra) e Ferrania. Storie e Figure di Cinema e fotografia (2004).
