Nel 1932 la FILM incorpora la storica Cappelli: nello Stabilimento Apparecchi Fotografici della Cappelli a Milano, in via Ferrini, verranno prodotti per più di quarant’anni fortunati modelli di fotocamere. Dopo l’acquisizione di altre società (FIAMMA e FILMA, che costruivano apparecchi in lamierino), nel 1935 sono realizzati i primi Box metallici, per il formato pellicola 120 (6×6 cm) e 127 (4,5×6). La gamma si ampia, con forme e materiali differenti: la Beta è la prima fotocamera della Ferrania in bachelite. Ma la grande diffusione giunge nel dopoguerra, con una nuova cultura dell’immagine e il boom dei fotoamatori. Lo stabilimento milanese, guidato dall’eclettico Ludovico D’Incerti, collabora con le fiorentine Officine Galileo, per le lenti, e con designer innovativi come Achille e Pier Giacomo Castiglioni. Spiccano il volo modelli quali Falco, Condor, Rondine (che riprende lo stile delle prime «scatole»), Ibis… Gli apparecchi diventano più maneggevoli, dotati di accessori (obiettivi, otturatori, lampeggiatori), colorati e facili da usare anche per il principiante.
Negli anni del miracolo economico ci si rivolge alle famiglie, alle mamme, ai giovani: «una macchina ad ogni italiano», perché più apparecchi significa vendere più pellicola… Nel 1958 nasce la Comunità europea e inizia una vasta campagna pubblicitaria per la serie Eura, fotocamera di plastica molto economica, che avrà un successo internazionale. Seguono Electa, con automatismo di esposizione, e Rockett 35 mm, proiettore per diapositive che si affianca al Fer-Color, proiettore in valigetta amato dai rappresentanti.
Nel 1963 arriva il nuovo caricatore Kodapak, il formato 126. Gli apparecchi si adeguano rapidamente, mentre i nomi con suffisso –matic (Veramatic, Euramatic) lasciano il posto ai numeri: 3M 1020, 3M 3025, etc. La produzione continua senza grandi innovazioni: il dominio dei modelli asiatici segna la fine del comparto per 3M Italia. Nel 1976 lo stabilimento milanese viene ceduto.
